Conflitti tra Donne

Rivalità femminile, giudizio, esclusione, invidia, critiche anche spietate e falsa sorellanza non nascono dal nulla.

Ma non per questo dobbiamo continuare a subirli.

La frase "le donne sono le peggiori nemiche delle donne" viene ripetuta spesso, come se fosse una verità naturale. Io credo invece che sia il risultato di ferite personali, educazione, modelli culturali e sistemi che hanno insegnato alle donne a contendersi spazio, valore, riconoscimento e libertà.

In questa pagina trovi risorse e riflessioni per leggere i conflitti tra donne senza moralismi, senza colpevolizzazione e senza l’ingenuità di pensare che basti dire "sorellanza" perché tutto si risolva.

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Temi della ricerca
Schemi, ruoli, costanti e direzioni di miglioramento in dinamiche di rivalità femminile, competizione tra donne, giudizio sul corpo, invidia tra donne, esclusione nei gruppi, falsa sorellanza, conflitti tra colleghe, gatekeeping, donne visibili, libere, "troppo", ambienti spirituali, creativi, professionali

Non è colpa tua. 

Ma può diventare responsabilità tua.

... e dobbiamo parlarne seriamente!

I conflitti tra donne non nascono perché "le donne sono fatte così". Nascono dentro una cultura che ha spesso insegnato alle donne a guardarsi come rivali, a misurare il proprio valore nello sguardo altrui, a sacrificare parti di sé per essere accettate e a percepire la libertà di un’altra donna come una minaccia.

I conflitti tra donne spesso sono fomentati da tutto questo: non è "la subdola natura del femminile", come qualcuno sostiene. Questo tuttavia non significa che ogni comportamento sia giustificabile.

Per cambiare davvero, dobbiamo tenere insieme due livelli: quello sistemico e quello personale.

Da una parte c’è il contesto che ci ha formate.
Dall’altra c’è la responsabilità adulta di riconoscere cosa si attiva in noi, quali ferite portiamo nelle relazioni e come possiamo smettere di agire automaticamente giudizio, critica, esclusione, svalutazione o competizione.

Tenere insieme questi due livelli per me è importantissimo perché evita due estremi: da una parte "è tutta colpa del patriarcato" (c'ha una bella fetta di responsabilità, ma se lo esternalizziamo rispetto a ciascuna di noi, si rischia di legittimare lo status quo e non cambiare nulla) e dall'altra "sei tu che sei cattiva/invidiosa" (cosa che semplifica veramente troppo).

Per comunicare efficacemente serve fare chiarezza

Immagine street art dedicata ai conflitti tra donne, alla sorellanza, alla rivalità femminile e alla trasformazione delle relazioni tra donne.

Quando un conflitto tra donne ci attiva, spesso non stiamo reagendo solo a quello che è successo. Si muovono rabbia, vergogna, confronto, paura dell’esclusione, senso di ingiustizia, bisogno di essere viste o riconosciute.

Prima di parlare, prima di cercare di chiarire o prendere posizione (magari in modo maldestro), può essere utile fermarsi e capire che cosa sta davvero bruciando.

Il Kit di Sopravvivenza Emotiva nasce proprio per questo: aiutarti a fare ordine nelle emozioni, distinguere ciò che senti da ciò che vuoi comunicare e ritrovare abbastanza lucidità da non agire il conflitto in automatico.

Perché nasce il Conflitto tra Donne?

Il conflitto tra donne può manifestarsi in molti modi: rivalità femminile, competizione sul lavoro, giudizio sul corpo, esclusione nei gruppi, invidia tra amiche, predazione del lavoro di un'altra donna (ehm...), tensioni in presunte sorellanze, svalutazione tra colleghe, confronto continuo, difficoltà ad accogliere la libertà o la visibilità di un’altra donna.

Spesso questi conflitti non parlano solo del presente. Quasi sempre riattivano storie più antiche: educazione familiare, ferite di esclusione, bisogno di approvazione, paura di non valere abbastanza, modelli femminili rigidi, esperienze di confronto e competizione interiorizzate fin dall’infanzia.

In passato anche in ambiti femministi la tendenza è stata non parlare del conflitto tra donne, giacché (si pensava ma per me è una forma di difesa psicologica) che questo avrebbe tolto energie dalla lotta contro il patriarcato. Tuttavia, il patriarcato non è "gli uomini", ma sono valori, aspettative, immaginari vivi anche dentro di noi. Il conflitto ne è parte, questo sistema se ne serve per mantenersi vivo e l'unico modo di cambiare, è metterlo in luce.

Il mio lavoro nasce per leggere questi meccanismi con profondità, ma senza trasformarli in nuove performance. Non mi interessa dire alle donne che devono volersi bene per forza. Mi interessa capire cosa accade quando non ci riescono, e cosa può aprirsi quando smettono di negarlo.

Immagine street art dedicata ai conflitti tra donne, alla sorellanza, alla rivalità femminile e alla trasformazione delle relazioni tra donne.

Conflitti tra donne: da dove iniziare a leggere ciò che accade

Una guida gratuita per iniziare a riconoscere le dinamiche più comuni nei conflitti tra donne: giudizio, confronto, esclusione, rivalità, invidia, vergogna, ferite di appartenenza e falsa sorellanza.

Non è una guida per diventare "più buone".
È uno strumento per iniziare a osservare cosa succede davvero quando un’altra donna ci attiva, ci irrita, ci ferisce o ci fa sentire minacciate.

20 domande scomode sul conflitto tra donne e 20 risposte che fanno bene.

Immagine street art dedicata ai conflitti tra donne, alla sorellanza, alla rivalità femminile e alla trasformazione delle relazioni tra donne.

Percorsi in costruzione

Questo lavoro è in fase di ricerca e sviluppo. Nei prossimi mesi nasceranno nuovi materiali: masterclass, corsi, laboratori e percorsi per approfondire i conflitti tra donne da un punto di vista personale, relazionale, culturale e simbolico.

Se vuoi essere aggiornata quando saranno disponibili, scarica la guida gratuita e riceverai anche aggiornamenti sui prossimi materiali e percorsi!

Una sorellanza reale non nasce dalla negazione del conflitto

Non credo più in una sorellanza obbligatoria, dolce per forza, incapace di nominare invidia, rabbia, confronto, esclusione e ambivalenza. Quella che nomino come "la sorella già pronta" in alcuni miei contenuti social (ad esempio qui (la sorellanza usata per vendere),oppure qui e qui (entrambi parlano della fuga nel gruppo per difficoltà a stare con se stesse), o ancora qui  (testimonianza reale su un presunto gruppo di sorelle spirituali).

Credo in una relazione più adulta: quella che non nega il conflitto, ma impara a leggerlo. Quella che non chiede alle donne di essere perfette, ma di diventare più consapevoli, più responsabili e più libere.

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Laura Ghianda Oselladore

Abitarsi intere, senza chiedere permesso, è rivoluzione.

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