


Nasce dall’intreccio tra esperienza educativa, ricerca spirituale non ingenua, arte e attenzione ai processi relazionali.
Mi occupo di rabbia, confini, conflitti tra donne, conduzione responsabile dei gruppi, narrative del sacro femminile oltre gli stereotipi e superamento delle gabbie duali.
La trasformazione, per me, non è diventare più “buone”, più calme o più luminose.
È imparare a riconoscere ciò che fa attrito, ciò che è stato escluso, ciò che chiede parola, forma e direzione.
